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- RECENSIONE LIBRO -

D5

Titolo: IL CCD IN ASTRONOMIA - La luce discreta del cielo

Autore: Vincenzo Franchini, Guido Pasi e Martino Nicolini
Casa Editrice: Biblioteca Nuovo Orione
Anno pubblicazione: 2002
Numero pagine: 222


Viviamo in tempi di grandi innovazioni tecnologiche, ove anche la strumentazione per la ripresa fotografica del cielo stellato ha fatto passi da gigante: sarebbe ormai impensabile ai nostri giorni fare ancora uso di pellicole fotografiche, accoppiate a prestigiosi strumenti, in prestigiosi osservatori astronomici.
Come avrete intuito stiamo parlando delle moderne camere CCD ovvero di sensori in grado di "catturare" , se accoppiati ad un telescopio, una immagine digitale del soggetto voluto. Questo si traduce in una serie considerevole di vantaggi sostanziali, nonchè apre le porte alla relativamente rapida e facile elaborazione digitale delle immagini ottenute.
In commercio esiste un numero davvero sterminato di camere CCD: tralasciando quelle per uso ricreativo, i sensori digitali per utilizzo astronomico devono soddisfare un certo numero di requisiti, nonchè rivelarsi di ottima qualità nel loro funzionamento pratico.
Scegliere il CCD giusto da accoppiare ad un telescopio non è affatto facile o banale, sopratutto se non si vogliono effettuare degli acquisti affrettati e probabilmente non compatibili con il nostro setup fotografico. Il volume in questione dunque nasce proprio con l'intento di introdurre il lettore all' "arte" della ripresa astronomica con camere digitali dedicate.
Superati i primi due interessanti capitoli, introduttivi alle generalità  e alle proprietà  di una immagine digitale, si entra nel vivo con la completa e precisa disquisizione sulla natura costruttiva e funzionale dei sensori CCD per uso astronomico.
Dopo la parte prettamente teorica il volume passa a trattare tutte le tecniche/procedure da seguire quando si vuole effettuare la ripresa di un soggetto celeste, nonchè degli importantissimi criteri per l'ottimizzazione del sistema telescopio-CCD. Difatti ogni camera ha una resa ottimale quando viene accoppiata allo strumento corretto. Ad esempio risulta fondamentale l'adeguato accoppiamento tra focale del telescopio e dimensione dei pixel che costituiscono il sensore in uso.
Gli ultimi quattro capitoli, su un totale di tredici, forniscono al lettore i fondamenti dell'elaborazione digitale delle immagini ottenute, nonchè preziose informazioni su come effettuare astrometria e fotometria con i sensori CCD: validi metodi dunque per contribuire, da casa propria, alla ricerca astronomica vera e propria.
Lo stile risulta sempre chiaro e comprensibile, anche se ovviamente alcuni passaggi vanno letti con molta attenzione: Il campo è indubbiamente vasto e spesso complesso. Non mancano anche formule matematiche per chi volesse approfondire ulteriormente la materia, ma il testo evita sempre di scendere esageratamente nei particolari più complessi, che comunque all'inizio risulterebbero difficili e di poca utilità al neofita della fotografia con CCD.
Risulterebbe molto difficile elencare tutti gli argomenti trattati da questo volume, e questo rende un'idea della ricchezza delle informazioni proposte. In sostanza si rivela un libro davvero fondamentale per chi, da principiante, si vuole addentrare nelle tecniche di ripresa digitale, oppure anche a chi vuole ampliare le proprie conoscenze su questi piccoli prodigi della scienza moderna. Altamente consigliato.


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